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Ecologia dei media. Protagonisti, scuole, concetti chiave

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Paolo Granata

 

Ecologia dei media. Protagonisti, scuole, concetti chiave

 

Il testo introduce un ambito d’indagine ancora per molti aspetti inedito in Italia: la media ecology.

Superando la convinzione secondo cui i media sono semplici mezzi o strumenti per comunicare e interagire, l’ecologia dei media propone una visione sistemica in base alla quale questi sono concepiti come veri e propri ambienti, un insieme di forme culturali, tecnologiche e comunicative al cui interno l’uomo si trova a vivere e ad agire. L’ambiente dei media è perciò considerato un ecosistema coeso, aperto e dinamico in cui hanno modo di manifestarsi le tante forme espressive della cultura umana.

Con un approccio sistemico e strutturato, il volume offre un quadro organico dei più autorevoli protagonisti – Mumford, Postman, McLuhan, Bateson, Ellul, per citarne solo alcuni – delle principali scuole di pensiero – New York, Toronto, Chicago – delle discipline coinvolte e dei concetti chiave attraverso cui tracciare una mappa storiografica di questa tradizione intellettuale diffusa nel contesto nordamericano ma radicata anche nell’ambiente culturale europeo.

Una serie di riferimenti antologici, il taglio introduttivo e un ricco apparato bibliografico fanno di questo testo un punto di partenza essenziale per quanti – studenti, studiosi, ma anche non specialisti – vogliano accostarsi a questo nuovo campo di studi. 

Franco Angeli, 2015, euro 18,00.

 

 

 

 

 

Antropologia. Orizzonti e campi d’indagine

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Pietro Scarduelli

 

Antropologia. Orizzonti e campi d’indagine

Il libro si rivolge a tutti coloro che, attratti dall’antropologia, desiderano capire meglio di che cosa si occupa e in che modo può aiutare a comprendere il mondo attuale. I flussi di uomini, beni e informazioni che attraversano i Continenti, moltiplicando i contatti e gli scambi fra culture diverse, hanno creato e creano scenari nuovi e sempre più complessi. L’antropologia, che fin dalle sue origini ha offerto preziosi strumenti di analisi, è oggi più che mai necessaria per interpretare e capire l’ecumene globale e la sua complessità.

La prima parte del volume offre un panorama degli orientamenti concettuali dell’antropologia, dei suoi fondamenti metodologici, teorici ed epistemologici e della loro evoluzione dalla fine del XIX secolo agli albori del XXI. La seconda parte è dedicata ai diversi campi d’indagine in cui si articola il sapere antropologico, da quelli classici a quelli più recenti. L’esposizione tiene conto delle prospettive teoriche e degli sviluppi emersi negli ultimi anni, in modo da offrire un quadro aggiornato dello stato della disciplina.

 

Edizioni dell’Orso, 2015, euro 28,00.

 

 

 

 

 

Materia sacra. Corpi, oggetti, immagini, feticci nella pratica religiosa

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Ugo Fabietti

 

Materia sacra. Corpi, oggetti, immagini, feticci nella pratica religiosa

Perché gli achei “credevano” allo scettro divino di Agamennone? Perché l’ostia consacrata era un simbolo di contestazione usato dagli inca nei confronti degli spagnoli? Il feticismo è una religione primitiva o è un esempio del fascino esercitato su tutti noi dalla materia informe? Le immagini sacre sono solo riproduzioni di figure divine oppure sono quelle stesse figure? Che relazione c’è tra il cibo e la religione? E come mai una macchia sul muro può diventare oggetto di culto per quanti vi vedono la Madonna? Sono alcune delle domande a cui questo libro risponde assumendo un punto di vista insolito e originale: quello della materialità della religione. Usualmente si pensa alle religioni come a complessi di credenze, di riti, di dogmi, e non ci si interroga abbastanza sul significato che in esse rivestono le “cose” – oggetti, corpi, immagini, sostanze – prodotte da mano umana o frutto dell’azione divina. È proprio attraverso cose estremamente materiali come le pietre, i feticci, le immaginette e le statue delle divinità che le religioni prendono forma e trovano una direzione, a seconda dei modelli culturali prevalenti presso un gruppo, una comunità, una società. Così le religioni trovano un modo per imporsi come universi simbolici capaci di produrre rappresentazioni che servano da guida nella relazione dei soggetti con il mondo.

 

Culture e società, Raffaello Cortina Editore, 2014, euro 25,00.

 

 

 

 

Riti di iniziazione. Antropologi, stoici e finti immortali

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Stefano Allovio

 

Riti di iniziazione. Antropologi, stoici e finti immortali

L’autore analizza il rapporto fra iniziazione e antropologia in una duplice prospettiva: da un lato, illustrando il contributo degli antropologi alla comprensione di quei processi di trasformazione e formazione degli esseri umani che sono comunemente definiti “riti di iniziazione”; dall’altro, chiarendo forme e modalità di quello che gli antropologi spesso percepiscono e vivono come il proprio percorso iniziatico alla professione.

Lo studio dei rituali iniziatici assume così il senso di un’ideale palestra dove sintetizzare alcune componenti fondamentali dell’antropologia: la centralità della ricerca sul campo, la possibilità di attuare comparazioni e generalizzazioni convincenti, la necessità di seguire le trasformazioni storiche connesse a ciò che si sta studiando.

 

Culture e società, Raffaello Cortina Editore, 2014, euro 18,00.

 

 

 

 

Uomini nelle gabbie. Dagli zoo umani delle EXPO al razzismo della vacanza etnica

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Viviano Domenici

Prefazione di Gian Arturo Stella

 

Uomini nelle gabbie. Dagli zoo umani delle EXPO al razzismo della vacanza etnica

 

Dal 1870 al 1940 l'Europa e gli Stati Uniti celebrarono le magnifiche sorti del mondo occidentale sul palcoscenico delle Esposizioni universali. Poco distante, nei villaggi etnici ricreati accanto ai padiglioni, andava in scena uno spettacolo angosciante: neri armati di lance, donne con i bambini al collo, pigmei, eschimesi, indios, tutti esposti perché i bianchi, i colonizzatori, potessero ammirarli o schernirli, sicuri come erano - come, forse, ancora siamo - del primato della razza bianca, del suo diritto a conquistare e dominare le altre razze. C'è Sarah, l'ottentotta dalle forme inusualmente pronunciate, esibita come una pruriginosa eccentricità biologica e poi studiata e sezionata come una cavia da laboratorio. C'è il pigmeo Ota Benga che, nel recinto degli animali, non può sorridere a meno che i visitatori non paghino qualche dollaro per vederne i denti aguzzi. C'è capo Geronimo, mostrato vinto e sconfitto perché nessuno dimentichi mai l'inferiorità degli indiani d'America. E ci sono le altre migliaia di esseri umani i cui nomi non sono mai stati registrati, tanta era la considerazione riservata alla loro dignità personale. A una prima, superficiale analisi può sembrare un fenomeno lontano nel tempo, da cui la nostra società ha ormai preso le doverose distanze, ma l'ultimo zoo umano risale al 2005, e il turismo della povertà che tanto successo riscuote in questi ultimi anni ripropone la medesima logica. La stessa che traspare dalle fotografie dei soldati americani che ridicolizzano e abusano dei prigionieri di Guerra, e da programmi come Lo show dei Record, dove l’alterità è oggetto di compiacente paternalismo, quando non di curiosità morbosa.

 

Il Saggiatore, 2015, euro 17,00.

 

 

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