Statuto

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Art. 1

È costituita l’Associazione Italiana per le Scienze Etnoantropologiche-ONLUS (da qui in poi denominata A.I.S.E.A.-ONLUS). L’Associazione è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale ai sensi del D.Lgs. 4 dicembre 1997 N. 460 con sede legale in Roma, via Carlo Poma, n.4.

Art. 2

L’A.I.S.E.A.-ONLUS ha lo scopo di promuovere gli studi e di favorire lo sviluppo della comunità scientifica nel campo delle scienze demo-etno-antropologiche. L’Associazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale e svolge la propria attività nei seguenti settori: ricerca scientifica, istruzione. In particolare:

a) sollecita una rigorosa e aggiornata delineazione delle competenze, degli ambiti e delle strumentazioni di ricerca;

b) contribuisce alla delineazione dei profili e dei ruoli professionali, anche fornendo indicazioni sui criteri e le modalità di formazione degli studiosi;

c) esplicita e tutela i principi di una deontologia professionale che da un lato legittimi l’identità degli studiosi e dall’altro ne delinei le responsabilità e le funzioni nel contesto sociale;

d) assicura lo scambio di informazioni e di documentazione tra i suoi membri, quale condizione indispensabile per l’esistenza effettiva di una comunità scientifica e la sua autorevole rappresentatività in ogni sede;

e) realizza periodiche ricognizioni sullo stato della ricerca e sulle sue linee di sviluppo;

f) contribuisce alla riflessione e all’informazione sulle condizioni, le modalità e le tendenze della didattica nel settore demo-etno-antropologico;

g) promuove attività editoriali nel settore degli studi;

h) organizza dibattiti, convegni e attività formative sia su tematiche attinenti alle scienze demo-etno-antropologiche, sia su tematiche di raccordo con altre scienze;

i) opera come organo di collegamento tra gli studiosi delle scienze demo-etno-antropologiche, italiani e stranieri, e tra questi e gli studiosi di altri settori scientifici;

l) promuove la presenza di specifiche competenze demo-etno-antropologiche in ogni spazio e struttura operativa pubblica o privata in cui esse risultino opportune;

m) sostiene una sempre più attiva presenza delle scienze demo-etno-antropologiche nel dibattito nazionale e internazionale in riferimento ai grandi problemi e alle responsabilità storiche del nostro tempo.

L’Associazione non potrà svolgere attività diverse da quelle di cui sopra, a eccezione di quelle a esse direttamente connesse.

Art. 3

L’Associazione è composta da:

a) soci ordinari;

b) soci collettivi;

c) soci onorari;

d) soci sostenitori.

a) sono soci ordinari, su semplice domanda, i professori universitari di ruolo e fuori ruolo, gli assistenti ordinari e i ricercatori di discipline antropologiche nelle università italiane e straniere; i curatori e il personale scientifico di ruolo attualmente impiegato nei musei demo-etno-antropologici statali italiani e stranieri e delle regioni italiane a statuto speciale; i funzionari tecnici (ex-tecnici laureati) di pertinenza demo-etno-antropologica; i titolari di Diploma di scuole di specializzazione triennali in discipline demo-etno-antropologiche in attività presso le Università italiane; gli assegnisti di ricerca, i titolari di master universitari di secondo livello e di Ph.D. italiani o stranieri in materie demo-etno-antropologiche. Sono infine soci ordinari quanti abbiano conseguito il dottorato di ricerca in corsi specificatamente attivati delle discipline demo-etno- antropologiche. gli iscritti a dottorati italiani o stranieri (PhD) con forte contenuto disciplinare demo-etno-antropologiche. La lista dei corsi di dottorato riconosciuti abilitanti ai fini dell’Associazione verrà stabilità e costantemente aggiornata dalla commissione di cui al seguente capoverso. Possono essere soci ordinari, su domanda corredata da curriculum, tutti coloro (italiani e stranieri) che dimostrino di aver dato specifici e sistematici contributi di ricerca, analisi, divulgazione all’area delle conoscenze demo-etno-antropologiche. Il giudizio di merito è deliberato dal Consiglio Direttivo, sulla base del lavoro istruttorio e del parere consultivo della Commissione per le Ammissioni. Tale Commissione, composta da cinque membri, è eletta per un triennio dall’Assemblea dei soci ordinari e svolge le sue funzioni sulla base di un Regolamento approvato dal Consiglio Direttivo. Quest’ultimo delibera in merito alle nuove ammissioni almeno due volte l’anno, entro il 30 maggio e il 30 novembre. La carica di componente della Commissione per le Ammissioni è rinnovabile per non più di due mandati esecutivi;

b) sono soci collettivi società, associazioni, enti che svolgano attività culturali e/o di ricerca nel campo delle discipline demo-etno-antropologiche. La procedura di ammissione per i suddetti organismi prevede la domanda corredata dalla presentazione dello Statuto e dei programmi di attività svolte. Essi hanno diritto ad un voto nell’Assemblea generale dei soci;

c) sono soci onorari nominati dall’Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo, studiosi di chiara fama che abbiano contribuito allo sviluppo delle scienze antropologiche;

d) sono soci sostenitori persone, enti e società che sostengano in solido l’A.I.S.E.A.-ONLUS. Ogni socio sostenitore ha diritto ad un voto in Assemblea generale.

L’ammissione alla Associazione non può essere prevista per un periodo temporaneo.

Art. 4

Sono organi dell’Associazione:

a) l’Assemblea Generale dei soci;

b) il Consiglio Direttivo;

c) il Presidente;

d) il Collegio dei Probiviri.

Tutte le cariche sono onorarie.

Art. 5

L’Assemblea Generale è costituita dai soci ordinari, onorari, collettivi, sostenitori, i quali tutti hanno pari diritto di voto, purché in regola con il pagamento delle quote associative. L’Assemblea è regolarmente costituita con la presenza della maggioranza semplice dei soci ordinari in prima convocazione, e con la presenza di 2/5 dei medesimi in seconda convocazione, tenuto conto delle deleghe, di cui al comma successivo. Essa delibera a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, salvo diverse disposizioni previste dal presente Statuto. I soci aventi diritto al voto possono farsi rappresentare da altri soci aventi diritto al voto mediante delega contenuta in una lettera firmata che sarà certificata da due soci aventi diritto al voto, a cura della Presidenza dell’Assemblea. Non sono ammesse, per ciascun socio più di due deleghe. L’Assemblea Generale ordinaria dei soci è convocata almeno una volta l’anno dal Consiglio Direttivo ed ha i seguenti compiti:

a) approvare i Bilanci annuali consuntivi e preventivi;

b) eleggere a scrutinio segreto il Presidente, il Consiglio Direttivo e il Collegio dei Probiviri;

c) definire o modificare le quote sociali annuali;

d) deliberare su eventuali modifiche da apportare allo Statuto e al Regolamento, con la maggioranza prevista nell’art. 19;

e) deliberare sulle linee generali di attività dell’Associazione, sul resoconto scientifico e sui piani di attività presentati dal Consiglio Direttivo ed esercitare un controllo sulla politica culturale e associativa gestita dagli organi dell’Associazione;

f) eleggere la Commissione Ammissione Soci di 5 membri che durerà in carica due anni;

g) deliberare sugli eventuali provvedimenti di sospensione o di radiazione dei soci che siano responsabili di atti contrari ai fini sociali o violino lo Statuto e i Regolamenti, dopo che i singoli casi siano stati esaminati dal Collegio dei Probiviri.

L’Assemblea Generale straordinaria dei soci è convocata dal Presidente in nome del Consiglio Direttivo, o su richiesta firmata da almeno un terzo dei soci ordinari, per deliberare su specifici provvedimenti urgenti. La richiesta, recante l’ordine del giorno da discutere in Assemblea, va inoltrata al Presidente che convocherà il Consiglio Direttivo. La convocazione avrà luogo entro e non oltre il quarantacinquesimo giorno dalla data di presentazione della richiesta.

Art. 6

Il Consiglio Direttivo può essere composto da 7 a 15 membri, eletti dall’Assemblea, secondo le modalità previste dal Regolamento. Solo in occasione della elezione del primo Consiglio Direttivo, le modalità saranno decise dalla Assemblea dell’A.I.S.E.A.-ONLUS. su proposta della Commissione elettorale nominata dall’Assemblea. Il Consiglio Direttivo esercita le funzioni della ordinaria e straordinaria amministrazione ed è responsabile del governo effettivo e della propulsione della vita dell’Associazione. Le sedute del Consiglio, che si riunirà almeno tre volte l’anno, sono valide con la presenza della maggioranza dei suoi membri. Con la maggioranza assoluta dei suoi componenti il Consiglio Direttivo elegge a scrutinio segreto, nel proprio seno, il Presidente dell’Associazione, il vice-Presidente e il Segretario Generale.

Con la maggioranza semplice dei presenti il Consiglio Direttivo:

a) delibera la costituzione delle Sezioni valutando nel merito le proposte, proponendo eventuali raggruppamenti di più proposte e suggerendo la costituzione di nuove Sezioni; delibera altresì il loro scioglimento in caso di provata carenza di attività scientifica o di grave inosservanza, da parte queste, delle norme statutarie;

b) delibera la eventuale costituzione di eventuali gruppi di lavoro per specifiche iniziative, fissandone la durata;

c) qualora fosse richiesta all’Associazione la designazione di esperti per specifici settori di consulenza, delibera i nomi dei soci da designare;

d) delibera sulla ammissione dei nuovi soci ordinari sulla base delle domande ricevute, o su proposte della Commissione Ammissione Soci, per i casi di competenza di quest’ultima;

e) delibera i Regolamenti interni propri e delle Sezioni;

f) approva in via preventiva i bilanci di previsione e consuntivi, che poi sottopone all’approvazione dell’Assemblea Generale;

g) decide la convocazione dell’Assemblea Generale dei soci, che sarà convocata dal Presidente, e il relativo ordine del giorno;

h) delibera sul programma e sulla sede delle iniziative, costituendo eventualmente comitati ad hoc;

i) elabora proposte relative a iniziative editoriali (Rivista, Bollettini e altre pubblicazioni periodiche) e a qualunque altro strumento audiovisivo concernente le discipline demo-etno-antropologiche.

Art. 7

Il Consiglio Direttivo resta in carica tre anni. I suoi componenti possono essere eletti per non più di due mandati consecutivi.

Art. 8

Il Presidente è il legale rappresentante dell’Associazione, convoca e presiede l’Assemblea Generale dei soci; egli convoca e presiede il Consiglio Direttivo del quale entra a far parte al momento dell’elezione. In caso di impedimento o assenza è sostituito dal vice-Presidente. Il Presidente resta in carica tre anni e può essere eletto per non più di due mandati consecutivi.

Art. 9

Il Segretario Generale:

a) dirige l’Ufficio di Segreteria;

b) attua le direttive del Consiglio Direttivo;

c) svolge le funzioni di Tesoriere e predispone e cura la redazione dei Bilanci che sottoporrà all’approvazione del Consiglio;

d) cura il collegamento del Consiglio con le singole articolazioni dell’Associazione;

e) verifica anno per anno la regolarità dei versamenti del singolo socio, che dovranno essere corrisposti entro il 30 giugno di ogni anno. A luglio di ogni anno invita i soci morosi a regolarizzare la loro posizione. Se la quota non viene pagata entro il mese di dicembre, i soci morosi non sono dichiarati decaduti ma, pur perdendo il diritto al voto, riceveranno dal Segretario informative generiche. I soci morosi riacquistano tutti i diritti al voto qualora regolarizzino la loro posizione.

Art. 10

Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri e tre supplenti. Il Collegio elegge, nel suo seno, il Presidente. Il Collegio ha il compito di esaminare, su richiesta del Consiglio Direttivo, del Presidente o di un socio, i casi di supposta violazione dello Statuto o dei Regolamenti da parte dei singoli soci o di organi dell’Associazione. Il Collegio resta in carica per tre anni e i suoi componenti sono rieleggibili per non più di due mandati consecutivi.

Art. 11

Il Consiglio Direttivo può nominare un Collegio di Revisori dei Conti, composto da tre membri effettivi e tre supplenti. Il Collegio elegge nel suo seno il Presidente. Il Collegio svolge le funzioni di controllo contabile e di revisore dei Bilanci consuntivi. Il Collegio resta in carica due anni. La carica di Revisore dei Conti è incompatibile con qualsiasi altra carica o incarico all’interno dell’Associazione.

Art. 12

Al fine di assicurare lo sviluppo dell’attività scientifica dell’Associazione, di permettere il miglioramento delle conoscenze specialistiche e di stimolare la crescita di aree innovative di indagine, l’Associazione può costituire Sezioni tematiche e territoriali. Le Sezioni saranno costituite con delibera del Consiglio Direttivo, su proposta di almeno 10 soci ordinari. Nel vagliare le proposte, il Consiglio darà preferenza a quelle formulate in modo da prefigurare un’ampia base territoriale e che siano altresì presentate da gruppi comprendenti componenti diversificate dell’Associazione. Le proposte riguardanti la creazione di Sezioni devono contenere le indicazioni del tema e del programma di attività. Le Sezioni diventeranno operanti dopo la elezione dei loro organi elettivi.

Art. 13

Una volta costituite, le Sezioni sono aperte a tutti i soci che presentino domanda di adesione. Si può appartenere a più Sezioni, ma non ricoprire cariche in più di una. Le Sezioni si organizzano secondo proprie regole, contenute in un Regolamento approvato dal Consiglio Direttivo dell’Associazione, ed eleggono un Coordinatore, e un Segretario

Art. 14

Le Sezioni devono presentare una relazione biennale al Consiglio Direttivo dell’Associazione sulle attività svolte. Le Sezioni incentivano la ricerca scientifica, possono promuovere pubblicazioni, convegni internazionali, nazionali o locali, e sono impegnate a contribuire al lavoro scientifico dei convegni generali dell’Associazione. Per l’organizzazione delle loro attività, le Sezioni potranno accedere, su richiesta, ai fondi che all’uopo l’Associazione sia in grado di porre a disposizione.

Art. 15

L’Associazione non ha fini di lucro. Il suo patrimonio è costituito:

a) dall’importo delle quote sociali dei soci;

b) da donazioni, lasciti, oblazioni di Enti o di singoli cittadini, espressamente destinate a tale scopo;

c) da fondi destinati ad incrementi del patrimonio con delibere dell’Assemblea dei soci;

d) da materiali, e beni mobili o immobili, di sua proprietà;

e) da proventi e contratti o convenzioni sottoscritti con Enti pubblici e privati.

Art. 16

L’entità delle quote sociali e l’eventuale distinzione di esse in fasce differenziate sarà stabilita nel Regolamento.

Art. 17

L’esercizio finanziario dell’Associazione inizia il 1 gennaio di ogni anno e termina il 31 dicembre. Il Bilancio consuntivo di ogni anno dovrà essere approvato dall’Assemblea Generale entro 6 mesi dalla scadenza dell’anno finanziario. È fatto divieto all’Associazione di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione stessa a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento facciano parte della medesima e unitaria struttura. Gli utili e gli avanzi di gestione dovranno essere impiegati obbligatoriamente per la realizzazione delle attività istituzionali o di quelle a esse direttamente connesse.

Art. 18

Per l’ordinamento e il funzionamento dell’Associazione e dei suoi organi, nonché per la specificazione di norme particolari, lo Statuto è integrato da apposito Regolamento interno, predisposto dal Consiglio Direttivo e sottoposto all’approvazione dell’Assemblea Generale.

Art. 19

Lo Statuto può essere modificato dall’Assemblea Generale ordinaria dei soci a maggioranza assoluta degli aventi diritto. Le proposte di modifica devono essere vagliate e istruite dal Consiglio Direttivo e poi fatte pervenire ai soci dal Presidente per iscritto, almeno 40 giorni prima della data della convocazione dell’Assemblea.

Art. 20

L’Assemblea Generale dei soci potrà deliberare lo scioglimento dell’Associazione con la maggioranza di almeno 2/3 dei soci.
In caso di scioglimento l’Assemblea Generale nomina uno o più liquidatori. L’eventuale patrimonio residuo a seguito della liquidazione dovrà essere devoluto ad altra ONLUS o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della Legge 23 dicembre 1996 N. 662, salvo diversa destinazione di legge.

Art. 21

Per tutto quanto non previsto nel presente Statuto si rinvia, in quanto applicabili, alle disposizioni del Codice Civile in materia di Associazioni.

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